Tanti piccoli accorgimenti
che insieme concorrono al risultato

Una vittoria olimpica è fatta di fatica, coraggio, capacità di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Ma anche di seria preparazione, studio meticoloso dei dettagli, ricerca assoluta della perfezione. Cuore e cervello alleati. Dietro le vittorie di Alex Zanardi e di Vittorio Podestà, due leggende dell’handbike – “plurimedagliati” olimpionici – c’è tutto questo. E in particolare c’è un regista come Francesco Chiappero, classe 1982, preparatore atletico e biomeccanico di atleti professionisti e amatoriali. Titolare e fondatore dell’hub Reaction, consulente dell’Equipe Enervit e dell’Advisory Board di Fondazione Vodafone Italia per il progetto Ogni Sport Oltre, Chiappero è un professionista di stampo prettamente analitico e scientifico: un tecnico e ricercatore che elabora protocolli di allenamento e schemi nutrizionali calibrati al millimetro. E soprattutto personalizzati. Perché un percorso sportivo è fatto di scelte da affrontare ogni giorno. E, come ci racconta Francesco, anche ogni notte.

 

Quanto è importante il sonno nel processo di recupero di un atleta?

Il miglioramento della performance lo otteniamo in due fasi: quando forniamo uno stimolo allenante al corpo, stancandoci, e quando, successivamente, permettiamo al fisico di recuperare. Si tratta di un processo duplice, che avviene anche quando apparentemente non stiamo facendo nulla. Tra tutti i metodi più o meno “esotici” e di moda adottati per il recupero – dalle saune alla doccia fredda, dai massaggi alle calze compressive – il più efficace e importante è di gran lunga il sonno. Da allenatore incoraggio sempre gli atleti ad investire prima di tutto in questa risorsa ampiamente sottovalutata.

 

Il sonno ha una funzione attiva nell’organismo. Quali sono i benefici per l’atleta?

Il sonno ha molte funzioni scientificamente dimostrate: agisce sulla sfera cognitiva, riequilibra il sistema nervoso e a cascata attiva i processi di riparazione dei danni da allenamento. Ma perché il sonno sia efficace la quantità di riposo deve essere associata alla qualità. Ci sono studi che evidenziano come sia sufficiente sperimentare, anche solo per poche ore, un sonno “disturbato” per percepire, durante il giorno, maggiore stanchezza, un deficit della percezione dello sforzo e una crescente difficoltà ad organizzare il gesto motorio. Se la mancanza di sonno di qualità si protrae più a lungo i problemi si estendono rapidamente a livello metabolico.

 

Raccontaci l’importanza del sistema letto studiato apposta per gli sportivi.

Quando parliamo di performance, essenzialmente, ci occupiamo di dettagli. Tanti piccoli accorgimenti che insieme concorrono al risultato. Così come scegliamo le ruote migliori – c’è chi si procura i tubolari in grafene per realizzare un “guadagno” dello 0,2% sul piano della prestazione – possiamo investire in un supporto tecnologicamente avanzato che garantisca una qualità del sonno superiore assecondando le nostre caratteristiche fisiche. Ha senso affidarsi a degli specialisti: come preparatore atletico mi limito a constatare i risultati, che ci sono. Uno sportivo più riposato e fresco ottiene performance migliori sul breve e sul lungo periodo.

In definitiva, il sonno può essere considerato come elemento di “allenamento”?

Certo! Considero il training una medaglia a due facce: da un lato c’è il sudore, l’esercizio, il carico, dall’altra il riposo.