Racconto di una delle notti più
importanti della mia vita: Londra 2012

Eccomi qui sola, in una delle tante camerette del villaggio olimpico, destinate agli atleti della nazionale italiana. Ripenso solo a una cosa: tra poche ore nuoterò per 10 km nelle acque di Hyde Park. Sì, sono proprio a Londra e domani tocca a me.

Stanotte, per la prima volta, dormirò sola dato che Giulia Lapi e Mariangela Perrupato, mie compagne di stanza e di avventura, hanno terminato oggi le gare di nuoto sincronizzato e probabilmente staranno già facendo ritorno a Casa Italia.

Stanotte è la grande notte e sarò sola in camera, con la coperta delle Olimpiadi, famosa perché quando giunge il momento di lasciare Londra, gli atleti se la portano a casa come simbolo dell’avventura appena terminata.

Sono circa le 21:00 e mi metto a letto, immersa in mille pensieri e proiettata solo a domani. Spunto mentalmente la lista delle cose da fare prima di andare a dormire: zaino fatto, costumone, occhialini, cuffie e integratori presi, pass preso.  Bene le cose più importanti per gareggiare ci sono.

Decido di guardare un film: “Benvenuti al Nord” è l’ideale, mi serve un film leggero perché sicuramente avrò la mente altrove.

La notte prima di una gara è particolare, figuriamoci la notte prima delle Olimpiadi, occasione tra le più uniche nella vita di un atleta. Continuo ad avere la testa altrove, inizio a vagare con i pensieri, a quello che può accadere l’indomani in gara. Il film inizia e fortunatamente i pensieri se ne vanno, lasciando spazio all’ironia del film.

La sveglia suonerà alle 7:30 domattina e guardare un po’ di film e leggere qualche pagina di libro mi aiuterà a conciliare il sonno.
Verso le 22:30 spengo la tv e mi metto a letto, ma piano piano mi rendo conto che non riesco a prendere sonno. Mi giro e mi rigiro e decido di afferrare nuovamente il libro cercando un modo per addormentarmi.

Non funziona, ho la testa piena di pensieri e so dentro di me, che tutti si aspettano una medaglia domani. Per gli ultimi tre anni della mia carriera, ai mondiali ho portato a casa rispettivamente un bronzo nel 2009, un oro nel 2010 e un argento nel 2011. Tutte nei 10 km, la gara che mi attende domani.  Inizio a ripensare alle gare di nuoto concluse i giorni scorsi, neanche una medaglia. I giornalisti parlano di catastrofe, ma io sono dall’altra parte, dalla parte di chi scende in acqua e nuota e so per certo che i ragazzi che hanno gareggiato hanno dato il massimo, anche se non è bastato.

Ma…se domani non va come dovrebbe andare? I mille pensieri non accennano a diminuire.

Decido che è ora di rimettersi a letto, almeno è il caso di tentare. Finalmente crollo, sarà mezzanotte.

A un certo punto però, la mia testa decide di svegliarsi, guardo l’orologio e sono solo le 6:30, un’ora prima della sveglia. Provo a richiedere gli occhi ma non c’è nulla da fare, non riesco più ad addormentarmi. Cosa mi resta da fare a questo punto? Nulla se non anticipare i tempi, vestirmi e andare a fare colazione…anche se la fame non è tanta, anzi.

Il resto della storia già la conoscete.